Skip to content

Ubuntu 10.04 remix 5 plus

23 maggio 2010

Dopo mesi d’inattività voglio proporvi un download veramente eccezionale: Ubuntu 10.04 lucid, ma modificato dall’istituto Majorana di Gela. Per scaricare la iso andate QUI. Ve la consiglio come distribuzione, è molto bella e funzionale, garantito. Io la uso di default e non me ne pento. I driver sono già attivi, ma vi rimando al sito per ulteriori info, Istituto Majorana

E adesso, al lavoro!

23 gennaio 2010


Scritto da Stefano Montanari
venerdì 22 gennaio 2010

E così l’allegra combriccola ce l’ha fatta. La signora Bortolani, un manipolo di casalinghe desiderose di partecipare ad un gioco eccitante come le belle lapidazioni di un tempo, una “scienziata” a piede libero grazie alla legge Basaglia, un paio di “giornalisti” tanto coraggiosi da non temere nemmeno le loro stesse bassezze, e il signor Giuseppe Grillo il quale ha benevolmente prestato il suo placet all’operazione hanno portato a compimento una gloriosa missione che li vedeva silenziosamente impegnati da quando io mi sono “messo in politica” all’inizio del 2008.

Oggi, sotto l’attenta supervisione del professor Stefano Papa, preside della facoltà di Scienze dell’Università di Urbino, si è dato l’ultimo colpo di martello sulle casse che contengono quello che fu il nostro microscopio. Così, adesso io sono dovutamente imbavagliato

grazie a qualcuno che ha fatto esattamente il contrario di quanto strepita nelle piazze e nei palasport inebriato dal delirio dei suoi ragazzotti, qualcuno che mi tirò, a suo tempo, il simpatico scherzetto di farmi lavorare a mie spese per fargli pubblicità come mecenate della scienza e poi, fatta la festa, ha gabbato il santo. Colpa mia: ci sono cascato come un allocco così come prevede ogni scherzo ben congegnato.

La Bortolani? Lasciamo perdere: quando riuscirò finalmente a vedere i movimenti bancari relativi alla famigerata raccolta fondi, quei movimenti che, chissà perché, mi sono tenuti accuratamente nascosti, forse avrò molto da dire. Per ora, mi limito a rifarmi a http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1856&Itemid=1

Ora la palla passa a loro, a chi mi ha tolto la possibilità di ricerca. Tutti coloro che giornalmente mi chiedono aiuto possono rivolgersi con fiducia a questi degni personaggi, confortati dalla scienza dell’Università di Urbino che, certo per modestia, non ha mai partecipato ad un congresso di nanopatologie, non ha mai partecipato ad un progetto di ricerca, non ha mai scritto una riga. Comunque, lasciate il tempo perché questi scienziati scaldino i motori e vedrete che meraviglia. Intanto, magari qualcuno cominci a chiedere quali programmi abbiano, visto che quel microscopio è stato pagato dai donatori che avevano creduto a tutt’altra destinazione per la loro generosità. La mail del rettore, il professor Stefano Pivato, èrettore@uniurb.it.

Ad oggi nessuno di quell’università si è fatto vivo per avere idea di che diavolo siano queste nanopatologie, forse certi che basti sedere dietro una cattedra per avere la scienza infusa. Ma, se è vero che la consapevolezza della propria ignoranza è la molla indispensabile della conoscenza, mi pare di non intravvedere gran che nel futuro. Certo, sono in errore.

E un po’ di perplessità mi desta il comportamento del rettore che sarà pure magnifico ma che di creanza ne ha pochina. Se io avessi ricevuto un regalo da 378.000 Euro come è capitato a lui, almeno una telefonata di ringraziamento a chi si è massacrato per mettere insieme quella somma io l’avrei fatta. Ma la spocchia deve far parte del personaggio come lo è l’ermellino che ne adorna le spalle.

Venendo al pratico, noi non abbiamo alcuna convenzione che ci permetta di accedere al nostro microscopio, sia pure secondo l’ignobile farsa allestita dalla signora Bortolani e veicolata dall’immancabile signor Grillo secondo cui noi potremo fare ricerca laggiù utilizzando “almeno una volta la settimana” il nostro apparecchio. Ad oggi, nonostante le mie insistenze con il professor Papa, non abbiamo la possibilità di lavorarci nemmeno alle ridicole condizioni graziosamente concesseci.

E, restando al pratico, adesso avremo bisogno di un altro microscopio, sempre che non si preferisca davvero che la ricerca risulti imbavagliata, nel qual caso, chiudiamo qua per la soddisfazione di tutti.

Però chi non se la sente di cedere all’arroganza di chi difende interessi che non ha nemmeno il coraggio di confessare, può contribuire al finanziamento della ricerca, ricerca che ha bisogno subito di rimpiazzare la voragine acquisendo un altro microscopio. Basterà rinunciare ad una serata in discoteca o al ristorante o, magari, allo spettacolo di qualche comico.

L’associazione Onlus Ricerca è Vita raccoglie donazioni allo scopo, e, se donare qualche Euro non è certo obbligatorio, è, però, un atto di dignità ed un rifiuto ad essere presi in giro. http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1521&Itemid=1 è il link per avere informazioni in proposito. Si sia avvertiti: stavolta il microscopio sarà intestato a noi e, sa la cosa non piace, non si doni un centesimo.

L’ IBAN dell’Associazione Ricerca è Vita è IT 38 L 07601 028 000000 93844736, mentre il numero di conto corrente postale è 93844736.

Malavventurato giorno

18 gennaio 2010

Pensavo ad Haiti, a quell’immane tragedia, e subito riaffiora il ricordo dello Tsunami del 26/12/2006 nell’arcipelago Indonesiano che provocò la morte di oltre 200.000 persone. Si parla di moltissimi morti, e il numero è destinato a crescere giorno per giorno, potrebbe superare quello dello Tsunami, ma il punto non è questo: per l’Indonesia la solidarietà è scattata praticamente subito, perché ad Haiti è così lenta? Tutti quei bambini, che ne sarà di loro? Non sono un sentimentale, ma la coscienza umana regna in ogniuno di noi e con questa lettera, di un amico volevo ricordare questo popolo.

Pensando ai nostri figli ad Haiti e ovunque i diritti umani sono calpestati
Malavventurato giorno
quando un infante afflitto
non può correre
con il pensiero
verso il tempo avvenire
Tra l’indifferenza di tanti
e di chi è privo di luce
negli occhi.
là dove iene voraci
spargono sangue innocente
non tutti i salmi
terminano… in gloria.
Dolce fantolino.
Dolce cucciolo.
Dolce bambina.
Mettere al mondo
una creatura
non può
non può
alimentare la fame…
partorire la tristezza
e il dolore:
un sonno eterno
innaturale
che languidi potenti
privi di scrupoli
hanno trasformato in legge…
Hanno trasformato gli edifici in caserme:
le Chiese in tribunali requirenti:
e acqua e terra e sole e aria
in proprietà privata
per pochi…
E corpi inorganici
adagiati in superficie o dentro il suolo
in un arsenale
che accoglie ordigni di morte.
Noi chiediamo semplicemente che ogni bruco
possa divenire farfalla…
E un cucciolo correre
verso il futuro…
La carestia e le guerre
come le ingiustizie ed ogni devastazione
sono l’opera
di chi odia il genere umano.
La pena capitale
aleggia tra personaggi d’ogni età
e d’ogni condizione
tra i miseri e gli ultimi
e tu…
danza
per la pioggia e per il sole
per il fuoco e gli oceani
per il vento e i diritti
per curare la grande Madre.
E poi… prendi tra le braccia
quel fantolino
Stringilo forte al tuo petto
Che senta i battiti del tuo cuore
La tua anima
Il tuo pensare
E apriti al suo sorriso:
non è molto
ma può bastare
può essere sufficiente
per iniziare il viaggio
verso un buon domani.
Per riprendere la strada della ribellione.
I parassiti hanno sempre temuto la nostra fantasia.
Hanno sempre temuto le gocce inventate dalla ragione…

Michele Capuano

Ecosia, il nuovo motore di ricerca web

17 gennaio 2010

Volevo segnalarvi questo motore di ricerca ” VERDE ” Con un clik salvi 2 metri quadrati di foresta pluviale, quanto sia vero non lo so, ma provare a fare una ricerca in rete con Ecosia non costa nulla, ma se è vero ben venga: io l’ ho impostato come predefinito, voi…

AIUTATECI ad impedire l’ennesimo (e scandaloso) STOP alla ricerca sulle NANOPATOLOGIE !!!

17 gennaio 2010


Per salvare la ricerca sulle nanopatologie, evitando che il microscopio elettronico venga scippato agli scienziati che le studiano, UNICI IN ITALIA E TRA I POCHI NEL MONDO, vi prego di aiutarmi a sommergere i seguenti indirizzi con il messaggio che trovate di seguito

info@bortolanionlus.it, info@beppegrillo.it, beppe@beppegrillo.it, rettore@uniurb.it, diramm@uniurb.it
AIUTATECI ad impedire l’ennesimo (e scandaloso) STOP alla ricerca sulle NANOPATOLOGIE !!!

Entro settembre VENGONO A SEQUESTRARE il microscopio a MODENA !!!

DIFFONDETE LA NOTIZIA DI QUESTO NUOVO FURTO DA PARTE DELLE LOBBY DELL’INCENERIMENTO !!!

Per la nostra salute e per il bene delle future generazioni……
Gentili Signori,

siamo un gruppo di donatori che, tempo fa, hanno aderito alla raccolta fondi in favore della ricerca di Antonietta Gatti e Stefano Montanari sulle nanopatologie, raccolta fondi finalizzata all’acquisto di un microscopio con cui i due ricercatori avrebbero potuto continuare le loro ricerche interrotte quando era stato levato loro un precedente microscopio, per ragioni burocratiche e passaggi di proprietà tra enti.

Misteriosamente ci troviamo ad assistere al ripetersi di questo iter: la Bortolani Onlus, depositaria formale della proprietà del microscopio attualmente istallato nel laboratorio modenese di Gatti e Montanari, ha improvvisamente, deliberatamente e silenziosamente donato il suddetto microscopio all’Università di Urbino con decorrenza da OTTOBRE 2009, senza avvisare né gli scienziati, né i donatori della raccolta fondi, e ancor più grave e assurdo, nonostante nell’Università di urbino non figuri nessuno che faccia ricerca sulle nanoparticelle, e nonostante non abbiano le attrezzature di supporto necessarie, e nessuno in grado di usare tecnicamente tale strumento per le ricerche sulle nanopatologie (vengono a sequestrare entro questo SETTEMBRE !).

Sottrarre il microscopio ESEM a Stefano Montanari e Antonietta Gatti, oltre che costituire una truffa nei confronti dei donatori della raccolta fondi istituita per la loro ricerca, significa:
A) che il progetto europeo attualmente in atto non potrebbe essere terminato;

B) che gli studenti universitari che stanno usando il microscopio elettronico presso il laboratorio Nanodiagnostics di Modena per le loro tesi non si laureerebbero;

C) cosa più grave di tutte, che gli scienziati non potrebbero continuare la loro ricerca sulle nanopatologie, ricerca all’avangiardia e di interesse internazionale.

Abbiamo letto che i motivi che hanno spinto la Bortolani onlus a comportarsi in questa maniera sinistra, risiederebbero nel sotto-utilizzo del microscopio da parte del duo Montanari/Gatti.

Ora, a parte il fatto che non ci risulta che NESSUNO della suddetta onlus abbia mai messo piede in laboratorio né abbia la preparazione sufficiente per determinare i tempi e i modi per svolgere una ricerca scientifica, ma ha la Bortolani Onlus dimenticato che la causale delle donazioni fatte da privati cittadini di tutta Italia era specificamente “per la ricerca sulle nanopatologie di Antonietta Gatti e Stefano Montanari”?

Inoltre ecco uno scarno elenco dei risultati raggiunti con il presunto “sotto-utilizzo” del microscopio da parte dei due scienziati di Modena:

1) hanno scoperto il meccanismo con cui militari e civili si ammalano in seguito alle esplosioni ad alta temperatura. Nella legislatura passata la dott.ssa Gatti è stata – ed in quella attuale continua ad essere – consulente a titolo gratuito della commissione senatoriale sulle patologie dei militari reduci dalle “missioni di pace” (si paga anche le spese di trasferta). Grazie a loro, l’Italia è la PRIMA NAZIONE AL MONDO ad aver riconosciuta l’interazione patologica dei loro organismi con le nanoparticelle metalliche come causa di servizio per i militari malati. Prima quest’ultimi erano abbandonati a loro stessi e morivano misteriosamente di Sindrome del Golfo o dei Balcani, rovinando le famiglie per pagarsi le cure (che nessuno presta gratuitamente). Ora hanno la possibilità di veder risarcito – per quel che può risarcire il denaro – il proprio stato patologico;

2) hanno scoperto che le nanoparticelle sono in grado di entrare nel nucleo delle cellule dove sono potenziali “perturbatori” del DNA;

3) hanno scoperto che le nanoparticelle (e non solo le “nano”) possono entrare nello sperma e sono l’agente patogeno della “Burning Semen Disease”, malattia fino a ieri di origine ignota;

4) hanno scoperto che le polveri possono passare da madre a feto e possono provocare malformazioni la cui compatibilità con la vita dipende da numerosi fattori;

5) hanno analizzato molti alimenti ed integratori di uso comune ed hanno scoperto un pericoloso inquinamento da nanoparticolato in una buona percentuale di essi (vedi alcuni dei campioni analizzati:
http://www.nanodiagnostics.it/CiboPulito.aspx )

6) stanno lavorando per indurre i governi a legiferare per regolamentare l’uso di nanoparticelle ingegnerizzate negli alimenti. Antonietta Gatti è uno dei 17 esperti mondiali del campo (unica italiana), cooptata dalla FAO per studiare l’argomento. Da notare che non tutte le nanoparticelle sono bio-incompatibili, ma quelle formate da leghe metalliche sicuramente SI.

E’ paradossale come una ricerca scientifica tanto importante per il progresso ed il benessere della società, e che desta interesse internazionale, sia al contrario ignorata, e anzi addirittura osteggiata, nel nostro paese.

Vogliamo ricordare che “Nanopathology”, trattato scritto dalla coppia di ricercatori per raccontare le loro scoperte in merito ai danni delle nanoparticelle sulla salute umana, è presente nelle biblioteche di università prestigiosissime come Harvard o come l’Imperial College di Londra, mentre due copie di questo libro sono finite addirittura negli Stati Uniti dietro richiesta di Jason Olive, un collaboratore di Barack Obama. Gatti e Montanari sono stati invitati due volte a Londra da Lord Morris of Manchester, una volta alla Camera dei Lord e una volta alla Società dei Chimici Britannici, a relazionare delle loro ricerche. Per l’autunno è prevista una presentazione dei loro risultati presso il parlamento francese. L’Università di Cambridge ha chiesto loro di scrivere un altro libro sulle loro scoperte.

Da ciò si deduce che sono molto apprezzati all’estero: sono, infatti, a capo di un gruppo di ricerca internazionale dalla Comunità Europea.

Nel Bel Paese AL CONTRARIO, l’unico atto di attenzione espressa verso i brillanti scienziati sembra quello di ostacolarli.

PERCHE’ !?…….

RIBELLIAMOCI a QUESTA ASSURDA E IMMORALE INGIUSTIZIA !!!

Links per approfondimenti:

http://www.nanodiagnostics.it

http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Montanari

http://www.stefanomontanari.net/

http://www.bortolanionlus.it/

http://www.ilconsapevole.it/autori/_stefano_montanari.php
http://www.openjournalist.com/cultura/scienza/ricerca-italiana-allavanguardia-sulle-nanopatologie-trova-spazio-nel-bel-paese http://mizcesena.blogspot.com/2008/12/intervista-stefano-montanari-scienziato.html

Lavoratori della Maflow di Trazzano sul Naviglio (Mi) salgono sul tetto

11 gennaio 2010

Rudy Mecca ha inviato un messaggio ai membri di CONTRO I LICENZIAMENTI, LOTTA DURA COME ALLA INNSE.

——————–
Oggetto: Lavoratori della Maflow di Trazzano sul Naviglio (Mi) salgono sul tetto

MILANO – Alcuni operai della Maflow, multinazionale che produce tubi per il condizionamento delle vetture, in particolare per la Bmw, sono saliti all’alba di lunedì sul tetto della sede centrale dell’azienda a Trezzano sul Naviglio, in via Boccaccio 1, nel Milanese, mentre altri loro colleghi hanno presidiato l’azienda passando la notte all’interno e picchettando gli ingressi. L’obiettivo della protesta, spiega il sindacato di base Cub, è contestare la decisione della casa automobilistica tedesca di sospendere gli ordini a partire dallo scorso mese di dicembre. La società, già in amministrazione straordinaria in tutto il gruppo da maggio scorso, ha avviato la procedura per la vendita. «Bisogna innanzitutto che la Bmw ripristini gli ordini – ha detto Walter Montagnoli della Cub – e che il Ministero per lo Sviluppo economico emani le necessarie autorizzazioni per permettere la vendita dell’azienda»

LE COMMESSE – La Maflow è leader in Europa nella produzione di componenti per gli impianti di condizionamento delle principali case automobilistiche. Già di proprietà del fondo Ilp Italian lifestyle (Hirsch & co.), il gruppo ha tre siti principali: a Trezzano sul Naviglio, Ascoli Piceno e in Polonia. Lo stabilimento milanese lavora su commesse che per l’80% arrivano dalla tedesca Bmw. Il sindacato milanese dei metalmeccanici spiega che «nonostante la crisi del settore dell’auto, per il 2009 ci sono ancora ordini per 300 milioni, ma i debiti accumulati presso le banche (in particolare Intesa Sanpaolo e Banca Popolare) portano il fondo proprietario a decidere di mettere in liquidazione l’azienda che, il 30 luglio scorso, entra in amministrazione straordinaria». La Fiom ha precisato all’inizio delle agitazioni, in novembre, che «a detta dei commissari ci sarebbero quattro soggetti interessati all’acquisizione del gruppo, ma la presenza in Polonia di un grande stabilimento simile a quello di Trezzano e il fatto che l’area su cui sorge è già stata alienata e che l’immobile sia stato venduto ad una società del gruppo Unicredit sono delle pesanti ipoteche sul futuro del sito milanese». A tutto ciò si aggiunge che «Bmw ha recentemente deciso di spostare in Germania le commesse, che comunque sono sempre state evase puntualmente, nonostante la cassa integrazione straordinaria».

IN ATTESA DEL «TAVOLO» – Sul posto si è recato il vicesindaco Oliviero Camisani con l’assessore alle attività economiche, Sandro Napoletano e altri componenti della Giunta per confermare il sostegno dell’Amministrazione. Nei giorni scorsi, il sindaco Liana Scundi ha anche scritto ai suoi colleghi primi cittadini dei Comuni dove risiedono i dipendenti della multinazionale per chiedere loro di mettere in atto interventi di aiuto ai lavoratori. Si attende a giorni una nuova convocazione del tavolo istituzionale, costituito al ministro dello Sviluppo economico poco prima di Natale, al quale prenderà nuovamente parte anche il sindaco di Trezzano.

SULLA BACHECA DEL GRUPPO C’è IL LINK PER CONDIVIDERE!
——————–

Google Chrome Extensions

9 gennaio 2010

Per i più smanettoni: Google Chrome Extensions